venerdì 2 dicembre 2016

Un’occasione da non perdere

bastaunsiArriviamo al voto del 4 dicembre dopo averne sentite di cotte e di crude, soprattutto da parte di chi vuole che il voto sia "di pancia" per capitalizzare nel no alle riforme costituzionali le diverse istanze di malcontento. Sui social network girano bufale di ogni genere (un esempio tra tanti: questo) per seminare dubbi fra gli elettori e nascondere il fatto che la riforma proposta semplicemente concretizza l'idea di una Camera delle regioni e delle autonomie locali al posto dell'attuale Senato come doppione della Camera dei deputati. Se avete dubbi rileggetevi la tesi n. 4 dell'Ulivo (che risale alla campagna del 1995/96 per l'elezione di Romano Prodi), concetto peraltro poi ripetuto in molte altre occasioni. Ora, finalmente, votando Sì si può realizzare ciò di cui si parla da decenni, insieme ad altre semplificazioni e razionalizzazioni positive anche se certo non esaustive. Consiglio, per chi è interessato ad una approfondita analisi nel merito, la disamina della riforma pubblicata sul sito di PerDavvero.

Mentre non trovo fondata la posizione di chi vota no alla riforma costituzionale per avversione al governo o al premier (per esprimersi su quello ci saranno le elezioni), comprendo chi si oppone perché ha paura che uno snellimento delle procedure possa essere utilizzato in futuro da un governo sgradito per varare riforme che non condivide. E' una posizione coerente (ma anche un vizio tipicamente italiano): preferire un sistema ingessato ad uno in cui il Paese possa essere governato. Viceversa, chi comprende la necessità che la democrazia ha bisogno sia che i cittadini possano scegliere chi li governa, sia che chi è chiamato a governare risponda del proprio operato senza dover sottostare (o dare la colpa) ad un sistema farraginoso e pieno di contraddizioni, votando Sì può contribuire a un passo avanti per il nostro Paese. Un passo avanti, nulla di più, ma sempre meglio che stare fermi o andare indietro. Ricordiamoci che è l'inconcludenza della politica che spinge verso esiti "alla Trump", e temo che chi voterà No per timore di Trump non si renda bene conto che è proprio il No che rischia di favorire quella deriva.

(dalla newsletter del 30 novembre 2016)

Un'occasione da non perdere
Giuseppe Paruolo

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mercoledì 30 novembre 2016

News del 30 novembre 2016

 
 

20161130newsCari tutti, eccoci al nostro consueto aggiornamento mensile: accanto alle notizie regionali, consentitemi di ricordarvi un'ultima volta l'importanza dell'appuntamento rappresentato dal voto per il referendum sulle riforme costituzionali.

Riforme: un'occasione da non perdere

Arriviamo al voto del 4 dicembre dopo averne sentite di cotte e di crude, soprattutto da parte di chi vuole che il voto sia "di pancia" per capitalizzare nel no alle riforme costituzionali le diverse istanze di malcontento. Sui social network girano bufale di ogni genere (un esempio tra tanti: questo) per seminare dubbi fra gli elettori e nascondere il fatto che la riforma proposta semplicemente concretizza l'idea di una Camera delle regioni e delle autonomie locali al posto dell'attuale Senato come doppione della Camera dei deputati. Se avete dubbi rileggetevi la tesi n. 4 dell'Ulivo (che risale alla campagna del 1995/96 per l'elezione di Romano Prodi), concetto peraltro poi ripetuto in molte altre occasioni. Ora, finalmente, votando Sì si può realizzare ciò di cui si parla da decenni, insieme ad altre semplificazioni e razionalizzazioni positive anche se certo non esaustive. Consiglio, per chi è interessato ad una approfondita analisi nel merito, la disamina della riforma pubblicata sul sito di PerDavvero.

Mentre non trovo fondata la posizione di chi vota no alla riforma costituzionale per avversione al governo o al premier (per esprimersi su quello ci saranno le elezioni), comprendo chi si oppone perché ha paura che uno snellimento delle procedure possa essere utilizzato in futuro da un governo sgradito per varare riforme che non condivide. E' una posizione coerente (ma anche un vizio tipicamente italiano): preferire un sistema ingessato ad uno in cui il Paese possa essere governato. Viceversa, chi comprende la necessità che la democrazia ha bisogno sia che i cittadini possano scegliere chi li governa, sia che chi è chiamato a governare risponda del proprio operato senza dover sottostare (o dare la colpa) ad un sistema farraginoso e pieno di contraddizioni, votando Sì può contribuire a un passo avanti per il nostro Paese. Un passo avanti, nulla di più, ma sempre meglio che stare fermi o andare indietro. Ricordiamoci che è l'inconcludenza della politica che spinge verso esiti "alla Trump", e temo che chi voterà No per timore di Trump non si renda bene conto che è proprio il No che rischia di favorire quella deriva.

La nuova legge sulla prima infanzia e l'obbligo di vaccinare

Per frequentare i nidi dell'Emilia-Romagna i bambini dovranno essere vaccinati. Questo è quanto stabilisce la nuova legge regionale sui servizi educativi per la prima infanzia. Con le vaccinazioni si proteggono tutti i bambini, in forza della cosiddetta "immunità di gregge", e a maggior ragione i più deboli (immunodepressi, con gravi patologie croniche, affetti da tumori) che per motivi di salute non possono essere vaccinati e possono frequentare la collettività solo se tutti gli altri lo sono. Ma quello dei vaccini è solo uno dei diversi aspetti della legge, che ridefinisce il sistema educativo integrato di servizi educativi per la fascia di età da 0 a 3 anni. Un approfondimento in questo mio post.

L'avvio dell'anno scolastico in Regione

550 mila studenti nelle scuole statali della nostra Regione, di cui circa 16 mila con disabilità certificata, un personale costituito da quasi 55 mila docenti e 14 mila unità di personale Ata. E ancora, 2182 sono gli insegnanti di sostegno "in deroga" in Regione. Sono alcuni dei dati forniti dal direttore dell'Ufficio Scolastico Regionale, Stefano Versari, nel corso dell'audizione tenutasi il 10 novembre nella Commissione Cultura, Scuola, Formazione, Lavoro, Sport e Legalità, che presiedo. Maggiori dettagli in questo post. Chi volesse guardare l'intera audizione la trova a questo link.

Provvedimenti regionali e notizie

Centro meteo europeo: esperti europei in Regione per l'esame della candidatura del Tecnopolo di Bologna come sede del nuovo data center. Mobilità: diminuiscono morti e feriti sulle strade in Emilia-Romagna. Sisma: la Commissione europea accorda proroga per contributi alle attività produttive, potranno essere concessi anche oltre il 31 dicembre 2016. Ricostruzione: nelle prossime settimane chiusura definitiva dei Map (moduli abitativi provvisori); rinasce la Casa della salute delle Terre d'acqua "Barberini" a Crevalcore (Bo). Cultura: online il report dell'Osservatorio regionale dello spettacolo. Memoria: 1 milione di euro per progetti di Istituti storici, Comuni, associazioni e privati in attuazione della legge regionale sulla Memoria del Novecento. Politiche giovanili: 670 mila euro per 64 interventi, coinvolti 85mila ragazzi. Sanità: l'Emilia-Romagna prima in Italia per qualità dell'offerta e capacità di risposta ai bisogni di salute. Programma sviluppo rurale: 4.5 milioni di euro per strutture socio-sanitarie in montagna a sostegno di aree più disagiate. Domande entro il 21 aprile 2017. Ambiente: 25 mila euro al CAI per formazione su soccorso alpino. Scuola: 20 milioni di interventi edilizi negli istituti superiori. Agricoltura sociale: 3,1 milioni per attività sociali ed educative. Domande entro il 24 marzo 2017. Benessere animali: approvata risoluzione PD sui centri recupero animali selvatici (CRAS). Selcom: al via la procedura per la raccolta delle proposte d'acquisto dello stabilimento di Castel Maggiore (Bo). Saeco: via alle misure di sostegno dei 239 lavoratori in mobilità. BolognaFiere: aumenta di 5 milioni l'investimento della Regione. Inserimento lavorativo: 20 milioni a sostegno delle persone fragili. Poste: nessuna chiusura nel 2017 nei piccoli Comuni. Cassa integrazione: raggiunta l'intesa con le parti sociali, oltre 25 milioni e nuove opportunità per i lavoratori. Appennino: patto per l'occupazione nelle Valli del Reno e del Setta. Agricoltura: 3 milioni per la biodiversità e gli habitat naturali di alto pregio. Appennino: accordo da 20 milioni con la Regione Toscana per il turismo in montagna. Fonti rinnovabili: in Emilia-Romagna solo energia verde per 200 enti pubblici, risparmi per 6 milioni di euro e 284mila tonnellate di CO2 in meno. Green Public Procurement: presentato il nuovo Piano, entro il 2018 il 50% di "acquisti verdi" nelle Pa. Riqualificazione energetica: "nuova energia" agli edifici pubblici, finanziati 50 progetti di cui 7 nel bolognese. Urbanistica: via asfalto e cemento con il progetto europeo Sos4Life. Sviluppo: sbloccati 10,6 milioni per la banda ultralarga in 96 comuni rurali e di montagna. Acqua: incentivi per le aziende agricole che riducono i consumi, dall'1 gennaio 2017 i nuovi canoni annuali delle concessioni per l'irrigazione. Riqualificazione: 3 milioni di fondi comunitari per l'area ex Razzaboni di San Giovanni in Persiceto (Bo). Digitalizzazione: parte in Regione la rivoluzione digitale, 5 milioni di fogli di carta in meno stampati ogni anno. Influenza: al via la campagna regionale per la vaccinazione gratuita.

Due mie interrogazioni

Il diabete mellito è una malattia cronica in continua crescita, che richiede un controllo continuo dei livelli glicemici. Grazie ad una circolare del 2015, la Regione Emilia-Romagna autorizza un nuovo sistema di rilevazione del livello di glucosio, definito Flash Glucose Monitoring (FGM), che elimina la necessità di periodiche punture sul dito. Ho presentato un'interrogazione alla Giunta per conoscere le valutazioni che hanno portato ad autorizzare il nuovo sistema e l'impatto sanitario e finanziario che ne consegue, e pochi giorni fa ho ricevuto risposta all'interrogazione. Tutti i dettagli in questo post.

L'informatizzazione rappresenta una delle sfide cruciali e nella pubblica amministrazione vi è ancora tanto da fare per razionalizzare i costi, incrementare l'efficienza e fornire servizi che migliorino la vita dei cittadini. Per riuscirci, serve una visione strategica e la capacità di portarla avanti attraverso scelte concrete: da questo punto di vista, la nostra Regione ha di fronte un'occasione preziosa nell'imminente riordino delle società partecipate. E' bene ricordare che non valgono solo gli investimenti sugli immobili, vanno superate frammentazioni e gelosie, va promossa una relazione positiva col mercato. In questo contesto ho presentato un'interrogazione sui data center e ho ricevuto da poco la risposta, trovate tutto in questo post.

Continuate a seguirmi sul mio sito e sulla pagina facebook. Se conoscete qualcuno interessato a ricevere questa mia mail periodica di aggiornamento, segnalatemelo!
Un caro saluto e alla prossima,
Giuseppe

News del 30 novembre 2016
Giuseppe Paruolo

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lunedì 28 novembre 2016

I nuovi presidi di autocontrollo glicemico per chi soffre di diabete

 
 

autocontrollo-glicemicoIl diabete mellito è una malattia cronica in continua crescita: si stima che ne siano affetti oltre 200 mila adulti (su una popolazione regionale di quasi 4 milioni e mezzo di persone) e circa 700 tra bambini e adolescenti. L'Organizzazione Mondiale della Sanità la definisce come l'epidemia del terzo millennio.

Tale patologia richiede un controllo continuo dei livelli glicemici al fine di prevenire complicanze sia acute che croniche. Grazie ad una circolare del 2015 la Regione Emilia-Romagna autorizza un nuovo sistema di rilevazione del livello di glucosio, definito Flash Glucose Monitoring (FGM), che si applica sulla parte posteriore del braccio ed elimina la necessità di periodiche punture sul dito.

Tale dispositivo, consentendo di misurare il livello di glucosio interstiziale tramite un sensore e un trasmettitore che stima il valore della glicemia con letture multiple, consiste in uno strumento ad alto contenuto tecnologico e può comportare costi maggiori rispetto ai presidi di autocontrollo glicemico tradizionali.

Il nuovo sistema rappresenta un potenziale beneficio, almeno per i pazienti che hanno maggiori necessità di controllare il livello glicemico. D'altra parte, occorre valutare i costi in relazione all'appropriatezza. Infine, va garantita omogeneità di fruizione dal punto di vista territoriale.

Per questo motivo ho presentato un'interrogazione alla Giunta per conoscere le valutazioni che hanno portato ad autorizzare il sistema FGM e l'impatto sanitario e finanziario che ne consegue.

Ho chiesto inoltre di sapere quali aziende sanitarie hanno formalmente recepito i criteri richiesti dalla circolare e se si intendano adottare ulteriori disposizioni a tutela di un utilizzo appropriato ed economicamente sostenibile del nuovo sistema su tutto il territorio regionale, a favore di quelle persone che ne possono trarre effettivi benefici.

Pochi giorni fa ho ricevuto risposta all'interrogazione: chi fosse interessato a conoscerne i contenuti, può trovare qui la risposta.

In sintesi, la Giunta concorda su "l'impatto positivo che questo sistema può avere sulla qualità della vita, dal momento che riduce il numero di punture sul polpastrello", aggiungendo però che "non è noto l'impatto che può avere sul controllo glicemico. Dal momento che il sistema rileva la concentrazione di glucosio interstiziale e non quella del sangue, sono possibili sovra e sottostime del valore della glicemia".

Per tale motivo la Regione ha deciso di realizzare un progetto al fine di raccogliere dati sull'erogazione del FGM e valutarne i risultati. La risposta all'interrogazione si conclude con la garanzia che i presidi di autocontrollo glicemico sono assicurati a tutti i pazienti affetti da diabete mellito, attraverso dispositivi acquistati dalle Aziende sanitarie "sulla base di criteri di sicurezza e di costo-efficacia".

I nuovi presidi di autocontrollo glicemico per chi soffre di diabete
Giuseppe Paruolo

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mercoledì 23 novembre 2016

Informatica e visione: il riordino delle partecipate è un’occasione da non perdere

 
 

datacenterL'informatizzazione rappresenta una delle sfide cruciali che abbiamo di fronte, e nella PA (Pubblica Amministrazione) vi è ancora tanto da fare per razionalizzare i costi, incrementare l'efficienza, semplificare le procedure, mettere a punto servizi innovativi che migliorino la vita dei cittadini.

Per riuscirci, la politica non può semplicemente delegare il compito ai tecnici. Il futuro non è scritto, non tutte le innovazioni avanzano in modo ineluttabile e non ci si può limitare, quindi, ad attenderle per incorporarle nei processi. Serve il coraggio di una visione strategica, e la capacità di portarla avanti attraverso scelte concrete.

Da questo punto di vista, la Regione Emilia-Romagna ha di fronte un'occasione preziosa nell'imminente riordino delle società partecipate. Oltre le doverose semplificazioni, razionalizzazioni e accorpamenti societari, vi è l'opportunità di esplicitare una visione del futuro, attribuire una precisa missione a settori della PA e alle società partecipate (Cup2000 e Lepida per un verso, Aster ed Ervet per un altro). È un tema che vorrei seguire con attenzione e su cui mi sento di dare un contributo di idee.

Sono convinto infatti che dobbiamo imparare a dare il giusto peso alle cose, ad individuare le linee strategiche su cui investire, come pure a superare alcuni rischi tipici che si corrono in tema di informatica e di nuove tecnologie.

Va evitata, ad esempio, la tentazione della totipotenza – quella specie di sindrome secondo cui solo perché si tratta di informatica allora ci si può occupare di tutto – cercando di concentrarsi invece su un numero limitato di obiettivi su cui però andare a fondo.

Va abbandonata l'illusione che alla fine quel che conta siano solo gli investimenti materiali: il mattone è un mezzo e non un fine, certamente in qualche misura serve, ma se si hanno buone idee si può realizzare moltissimo restando nel campo dell'immateriale.

Bisogna superare frammentazioni e gelosie, così come la tentazione ricorrente di ragionare su "torte" da spartire: in questo campo le torte più importanti sono quelle condivise, anzi quelle da preparare insieme.

Va promossa una relazione positiva con il mercato, evitando sia le sudditanze immotivate che il rischio di operare in sovrapposizione ad esso.

Ci renderemo conto di come questi concetti siano in realtà tutt'altro che astratti, proprio perché vantiamo un importante patrimonio di realizzazioni ma anche un'ambizione grande su quelle da fare in futuro. In questo senso bisogna riconoscerne i punti di forza e al tempo stesso gli aspetti su cui lavorare per affrontare al meglio il futuro.

In questo contesto una riflessione sui datacenter è un piccolo tassello in un puzzle importante e complesso. Su questo tassello ho ritenuto di presentare una interrogazione nelle settimane scorse, e ho ricevuto da poco la risposta dell'Assessore Donini. Le propongo alla vostra lettura, convinto che si tratti comunque di elementi utili per la riflessione su questi temi.

Informatica e visione: il riordino delle partecipate è un'occasione da non perdere
Giuseppe Paruolo

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martedì 22 novembre 2016

La nuova legge per la prima infanzia e l’obbligo di vaccinare

Per frequentare i nidi dell'Emilia-Romagna i bambini dovranno essere vaccinati. Lo prevede la legge di riforma dei servizi educativi per la prima infanzia approvata oggi in Assemblea legislativa.

Malattie che sembravano sconfitte tornano oggi a costituire una minaccia, e i bimbi che frequentano delle comunità hanno un maggior rischio di contrarre malattie infettive, rischio che aumenta notevolmente in presenza di basse coperture vaccinali. Con le vaccinazioni si proteggono tutti i bambini (in forza della cosiddetta "immunità di gregge", o herd immunity) e a maggior ragione i più deboli (immunodepressi, con gravi patologie croniche, affetti da tumori) che per motivi di salute non possono essere vaccinati: per loro l'unica possibilità di frequentare la collettività è siano tutti gli altri ad esserlo.

La percentuale di vaccinati che garantisce la migliore protezione a tutta la popolazione deve essere superiore al 95%, limite indicato dall'Organizzazione mondiale della sanità (OMS). In Emilia-Romagna tale copertura è stata del 93,4% nel 2015 (nel 2010 era al 96,5%). L'anno scorso solo i territori di tre Ausl sono risultati al di sopra del 95%: Imola, con il 95,8%, Parma con il 95,6% e Piacenza sempre con il 95,6%. Al di sotto tutte le altre: Modena col 94,1%, Reggio Emilia col 93,7%, Ferrara col 93,6% e Bologna col 93,5%. Dati ancor più negativi per la Ausl unica della Romagna, che sempre nel 2015 ha fatto registrare una copertura pari al 92,3%. Prendendo le singole aree, si ha Rimini con l'87,5%, Cesena con l'89,4%, Forlì con il 93% e Ravenna con il 94,3%. Dati che devono preoccuparci, e infatti cominciano a riscontrarsi casi di malattie che sembravano ormai superate e che stanno purtroppo tornando attuali.

Per l'accesso al nido, i genitori dei bimbi non ancora vaccinati avranno tempo per presentare il certificato di avvenuta vaccinazione fino a quando non sarà accettata la domanda d'iscrizione (maggio-giugno 2017, a seconda del Comune di appartenenza). Parallelamente, la Regione si impegna a rafforzare azioni, interventi di comunicazione e informazione sull'importanza delle vaccinazioni.

Ma quello dei vaccini è solo uno dei diversi aspetti della legge approvata oggi, perché con essa si ridefinisce il sistema educativo integrato di servizi educativi per la fascia di età da 0 a 3 anni, flessibile e diversificato. Il nido classico, con orari part-time e tempo lungo, resta il principale servizio educativo con la doppia funzione formativa e di cura per i bambini e di sostegno delle famiglie. Intorno al nido, una rete di servizi più flessibili (sperimentali, domiciliari, integrativi, spazi genitori-bambini) e più diversificati nelle proprie modalità organizzative, per andare incontro a nuovi bisogni e alle scelte educative delle famiglie.

In Emilia-Romagna sono 1.199 i servizi per la prima infanzia, 32.532 bambini iscritti. La scelta delle famiglie attualmente si è orientata per il 91,9% sul nido d'infanzia e per il restante 8,1% sui servizi integrativi (dati regionali riferiti all'anno educativo 2015-2016).

La nuova legge per la prima infanzia e l'obbligo di vaccinare
Giuseppe Paruolo


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venerdì 11 novembre 2016

Quest’anno sono 2182 gli insegnanti di sostegno “in deroga” in Regione

audizioneversariL'Emilia-Romagna ha una popolazione scolastica di circa 550 mila studenti nelle scuole statali – di cui circa 16 mila con una disabilità certificata – e un personale costituito da quasi 55 mila docenti e 14 mila unità di personale Ata. A fronte di un aumento crescente di studenti certificati con disabilità, un aumento pari al 26,6% negli ultimi sei anni, i posti di sostegno sono aumentati del 29,5% e raggiungono ormai un rapporto di un docente ogni due allievi.
Sono dati forniti dal direttore dell'Ufficio Scolastico Regionale, Stefano Versari, nel corso dell'audizione tenutasi il 10 novembre nella Commissione Cultura, Scuola, Formazione, Lavoro, Sport e Legalità, che presiedo.
Uno dei temi salienti toccato è stato proprio quello delle assegnazioni di docenti per gli studenti con particolari difficoltà. Sul punto Versari ha spiegato che mentre le assegnazioni degli insegnanti vengono fatte prima sull'organico di diritto (stabilito a valle delle iscrizioni) e poi su quello di fatto (definito dopo gli esami e gli spostamenti), per i docenti di sostegno c'è una terza fase costituita dalle assegnazioni "in deroga". A fronte di una significativa crescita del numero degli alunni certificati (rispetto a 5 anni fa, oggi ce ne sono 2.800 in più), in Emilia-Romagna l'organico di diritto sul sostegno è rimasto all'incirca lo stesso, e ciò ha comportato un aumento progressivo del numero di assegnazioni in deroga. Assegnazioni che possono avvenire solo a seguito di una procedura complessa che implica la valutazione da parte di una Commissione sia delle caratteristiche delle certificazioni che delle condizioni delle classi in cui gli alunni sono inseriti. Così si è passati dai 303 posti in deroga del 2011 ai 538 nel 2012, 827 nel 2013, 1244 nel 2014, 1622 del 2015 fino a raggiungere i 2.182 posti di sostegno 'in deroga' autorizzati quest'anno, per una spesa aggiuntiva pari a circa 100 milioni di euro. La crescita del numero di alunni certificati e le significative differenze nelle certificazioni (a cura delle AUSL) che si riscontrano fra un territorio e l'altro ("a Ferrara c'è un tasso di certificazione doppio rispetto a Piacenza", ha detto ad esempio il direttore Versari) sono argomenti su cui ci siamo ripromessi come Commissione, insieme ai colleghi della Commissione Politiche per la Salute, di operare un approfondimento.
Stefano Versari ha risposto a numerose domande da parte dei colleghi consiglieri su numerosi altri argomenti. Uno di questi ha riguardato i ritardi nell'attribuzione delle cattedre. La scelta fatta dal legislatore di prevedere una mobilità per 205 mila docenti in tutta Italia ha avuto delle conseguenze inevitabili sull'avvio di questo anno scolastico – ha spiegato Versari – anche perché è stata fatta slittare al 15 settembre l'assegnazione degli incarichi per le supplenze annuali, che negli anni passati veniva fatta entro il 31 agosto. "Aver posticipato le procedure di due settimane ha comportato che in alcune classi non ci fosse il docente che avrebbe dovuto esserci". Questi ritardi sono frutto di una consapevole scelta legislativa di bilanciare interessi differenziati al prezzo di una qualche instabilità iniziale, per poter raggiungere l'obiettivo già dai prossimi anni di una maggiore definizione e chiarezza del quadro delle dotazioni organiche, a tutto vantaggio degli alunni e delle famiglie.
Chi volesse riguardarsi per intero l'audizione in commissione del direttore Versari può trovarla a questo link.

Quest'anno sono 2182 gli insegnanti di sostegno "in deroga" in Regione
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lunedì 31 ottobre 2016

News del 31 ottobre 2016

20161031newsCari tutti, ci stringiamo col pensiero alle persone colpite dall'ennesimo terremoto in Italia centrale. Dobbiamo essere tutti al loro fianco e al tempo stesso renderci conto che ben poco del territorio italiano può considerarsi immune dal rischio e che pertanto l'adeguamento sismico degli edifici deve diventare una assoluta priorità nazionale.

Basta un sì

Sta entrando nel vivo la campagna per il referendum del 4 dicembre sulla riforma costituzionale: auspico che il confronto e il voto possano essere sul merito della riforma e non sul corollario di polemiche, insulti e a volte incredibili frottole che si leggono sull'argomento. Nel merito la riforma introduce alcune modifiche che a parole quasi tutti i partiti proclamavano da decenni di condividere, volte a snellire le procedure, ridurre i costi ed eliminare doppioni ed enti inutili. La riforma poteva essere scritta meglio? Penso di sì, ma è il risultato di un lungo lavoro parlamentare con 6 votazioni e a questo punto respingerla rappresenterebbe un'occasione persa. Per questo vota No chi ha paura di cambiare perché pensa che le cose vadano bene così, e vota Sì chi ritiene che il Paese debba avere la forza di cambiare per poter affrontare le sfide del futuro. Leggete questo mio articolo pubblicato sul Corriere di Bologna. E sul "combinato disposto" con la legge elettorale? Qui il tema è semplice: c'è chi vuole che governi chi vince le elezioni e chi invece preferisce che le elezioni non le vinca mai davvero nessuno, in modo che poi servano grandi coalizioni (o inciuci) e ogni forza politica possa reclamare il proprio spazio di influenza. E' la situazione che in Italia viviamo da tempo, con politici che restano sulla breccia per decenni indipendentemente dai risultati elettorali, e che non a caso sono concordi nell'opporsi alla riforma. E' una fatalità che i nostri migliori giovani debbano andare all'estero per trovare lavoro o è una fra le conseguenze di un sistema bloccato e consociativo che premia più le appartenenze che il merito? Un quadro politico più competitivo credo sia utile anche come prerequisito per avere più meritocrazia in tutto il sistema.

Appuntamenti e incontri

Sono stato invitato come relatore a diversi incontri pubblici sul tema del referendum costituzionale. Sarò a Monzuno il 4 novembre, a Marzabotto il 9, a Castel Maggiore l'11, a Zola Predosa il 14, a San Giorgio di Piano il 17. E poi ancora a Bologna, Pioppe di Salvaro, Monterenzio, Ponticella di San Lazzaro ed altre date ancora in via di definizione. Trovate tutti i dettagli in questa pagina di appuntamenti sul mio sito.

Testo unico sulla legalità

Se la lotta contro mafia e criminalità è anzitutto una battaglia culturale – come diceva Don Puglisi "la mafiosità si nutre di una cultura e la diffonde: la cultura dell'illegalità" – credo che l'approvazione in Assemblea Legislativa del Testo unico sulla legalità sia un passo avanti nella giusta direzione. La Regione, con questa legge, dà un nuovo e più forte impulso alla prevenzione, alla cultura della legalità e alla cittadinanza responsabile, nella convinzione che alzare il tasso di legalità sia l'azione migliore per contrastare l'infiltrazione delle mafie. Fra le novità importanti, il testo introduce una distanza minima da rispettare fra scuole e altri luoghi sensibili e locali in cui si pratica il gioco d'azzardo. Maggiori dettagli in questo post.

Piano per la cooperazione internazionale

Via libera dell'Assemblea Legislativa al Programma 2016-2018 per la Cooperazione con i Paesi in via di sviluppo e in via di transizione. La crisi economica e i fenomeni migratori ci pongono di fronte ad emergenze sempre più complesse e la cooperazione allo sviluppo può giocare un ruolo chiave. Dall'Unione Europea e dal Governo arrivano sollecitazioni per la partecipazione del privato e delle imprese a progetti di sviluppo e cooperazione internazionali in Paesi dove sia possibile, con l'aiuto delle organizzazioni non governative, avviare la creazione di filiere di produzione artigianale o agricola. La Regione Emilia-Romagna intende porsi come soggetto attivo nel partenariato internazionale in una logica che metta al centro la collaborazione degli enti locali e degli altri soggetti pubblici e privati del territorio regionale. Le aree strategiche in cui concentrare gli interventi sono l'Adriatico-Ionica, l'area di vicinato (Mediterranea, Mediorientale, Orientale e Caucasica), l'Africa sub-sahariana e l'Asia centro-meridionale. Le risorse finanziarie previste per il programma triennale ammontano a circa 1 milione all'anno.

Eletta la nuova Garante regionale per l'infanzia e l'adolescenza

Figura di garanzia istituita in Emilia-Romagna dalla legge regionale 7/2005, il Garante per l'infanzia e l'adolescenza vigila sul rispetto e l'attuazione dei diritti dei bambini e delle bambine, dei ragazzi e delle ragazze nella nostra Regione. Sono contento che l'Assemblea Legislativa abbia eletto la dottoressa Clede Maria Garavini nuova Garante regionale per l'infanzia e l'adolescenza dopo Luigi Fadiga, che ringrazio per il lavoro svolto fin qui. Conosco e apprezzo Clede Garavini da molti anni: psicologa e pedagogista, professionista di lunga esperienza e con un curriculum di eccellenza proprio sui temi dell'infanzia e dell'adolescenza. Sono sicuro che ricoprirà questo ruolo con grande competenza ed energia.

Provvedimenti regionali e notizie

Ambiente: raccolta differenziata dei rifiuti al 61%; sconti per 5,5 milioni a cittadini e imprese virtuosi. Polizia provinciale: 4 milioni per garantire i servizi agli Enti locali. Lavoro: Vertenza Stampi Group – la Regione impegnata nel tentativo di garantire gli ammortizzatori sociali; Vertenza Berco – l'azienda sospende la mobilità; Crisi Selcom – vertice a Roma. Teatro: accordo in Regione per sostenere e rafforzare l'esperienza teatrale di persone affette da disturbi mentali; nuovo protocollo per l'apprendimento di mestieri teatrali da parte dei detenuti, anche minori. Difensore civico: organo autonomo e indipendente messo a disposizione della Regione per la mediazione con la Pubblica amministrazione. Unioni di Comuni: 15,8 milioni di cui 8 dalla Regione per 39 Enti per la gestione associata di funzioni. Referendum fusioni: un sì, tre "ni" e due no (qui tutti i risultati). Innovazione: dalla Regione 8 milioni per 175 progetti di piccole e medie imprese, previsti più di 100 nuovi occupati. Turismo: 15 milioni per la riqualificazione di alberghi, negozi, cinema, teatri e nuovi musei d'impresa. Pil ed export: Emilia-Romagna leader in Italia. Patrimonio: viaggio per borghi e comunità alla riscoperta di un'Italia "minore". Fiere e mercati: dal 1^ dicembre i bandi per i posteggi. Turismo: nove mesi di crescita per la Riviera dell'Emilia Romagna. Settore ortofrutticolo: meno vincoli dall'Europa per le produzioni integrate. Raccolta dei tartufi: approvate le nuove modalità per il rilascio del tesserino e il calendario degli esami. Domanda unica 2016: in arrivo 200 milioni per 35 mila agricoltori. Forum Self 2016: incontro a Bologna il 15 novembre. Ricerca: nasce a Ozzano un laboratorio del Tecnopolo di Bologna per le neuroscienze. Banda ultra larga: tutto il territorio bolognese coperto entro il 2020 con un piano da 50 milioni di euro per 900 chilometri di rete. Informazione: su Telegram l'informazione della Regione Emilia-Romagna, tre i canali di notizie. Ricostruzione post-sisma: riaprono il duomo di Guastalla, due scuole e una palestra nel modenese. Filonido: il nido aziendale aperto anche ai bimbi del quartiere, grazie a convenzione col Comune di Bologna. Ironman: iscrizioni on line dal 4 novembre per il triathlon di 'lunga distanza' che si terrà a Cervia nel 2017. Musei senza barriere: varate le linee guida per il godimento del patrimonio museale per le persone con disabilità. Bologna Jazz Festival: un mese di grandi concerti dal 27 ottobre al 20 novembre non solo nel capoluogo. Mostra sulla biodiversità: fino al 9 novembre un percorso fotografico e multimediale in via Aldo Moro 50.

Due interrogazioni

Dallo scorso anno il Ministero della Salute ha autorizzato l'erogazione di un nuovo dispositivo per l'autocontrollo del diabete. Ho presentato un'interrogazione per comprendere come l'uso di questo strumento possa essere garantito in modo uniforme e sostenibile alle persone diabetiche che possono trarne effettivi benefici.

Come coniugare la programmata apertura di quattro data center da parte della Regione con l'annuncio del Ministero dell'Economia di una normativa volta a diminuirne la numerosità, visto che dal punto di vista tecnico si ritiene che se ne stiano costruendo più di quelli necessari? E' una domanda che pongo alla Giunta attraverso un'interrogazione su questo argomento.

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Un caro saluto e alla prossima,
Giuseppe

News del 31 ottobre 2016
Giuseppe Paruolo

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