martedì 1 dicembre 2009

Più diritti per tutti e più sostegno per la famiglia

Il monito del cardinal Caffarra alla Regione sulla legge che estende a tutte le persone conviventi sotto lo stesso tetto, sposate o no, i benefici del welfare regionale, riapre a livello regionale il dibattito che ci fu a livello nazionale sul progetto dei "DiCo", poi naufragato, del governo Prodi.
E' passato del tempo, ma io non ho cambiato parere. Potrei limitarmi a mandarvi a leggere quel che scrissi su questo blog in quell'occasione, per spiegare che secondo me la strada non è mettere in contrapposizione il fatto di garantire maggiori diritti alle convivenze con la tutela della famiglia, ma al contrario...
... bisognerebbe tenere insieme le due cose.
Da un lato il riconoscimento di forme di tutela per le convivenze, senza nessuna equiparazione che sarebbe sbagliata e fonte di confusione. Dall'altro sottolineare che la famiglia, in crisi da mille punti di vista, va davvero aiutata con iniziative concrete: sgravi fiscali, agevolazioni, servizi, sussidi, in particolare a favore delle famiglie con figli, e così via.
Insomma,
servirebbe fare una battaglia "per" e non una battaglia "contro".
Ancora oggi credo che si debba affermare che c'è bisogno sia di riconoscere dei diritti (alle persone con i loro bisogni, dunque, a prescindere dal contratto sociale che li lega), sia di promuovere concretamente il sostegno alla famiglia (perché se il matrimonio ha un valore sociale, come credo, lo si deve dimostrare coi fatti e non soltanto a parole).
Insomma, più che fare un passo indietro sulla legge in discussione come chiede il Cardinale, io credo che sia meglio che la Regione faccia un passo avanti affiancando a quella legge una serie di misure concrete a sostegno della famiglia.

lunedì 30 novembre 2009

Contro la pena di morte (a proposito di crocifisso)

Oggi pomeriggio sono intervenuto in Consiglio Comunale per ricordare che oggi è la giornata internazionale contro la pena di morte, promossa da alcuni anni dalla comunità S. Egidio e che coinvolge oltre mille città in tutto il mondo. Da notare che il mio intervento (se volete leggerlo per intero è qui) è stato l'unico segno di coinvolgimento, benché Bologna figuri fra le città che aderiscono. Questo silenzio mi ha colpito, e ho spiegato perché nell'ultima parte del mio intervento, che di seguito riporto.
Permettetemi di dire che questa giornata ha quest'anno un motivo in più di attualità. Sono giorni in cui si discute della presenza del crocifisso nelle aule a seguito della nota sentenza della Corte europea dei diritti. Del tema discuteremo anche in Consiglio Comunale e in quel contesto dirò la mia anche sulle iniziative di forze politiche che provano a strumentalizzare il crocifisso in modo indegno.
Questa giornata è un modo a mio parere molto più vero di tante chiassose iniziative di richiamare il valore non solo religioso ma umano e civile del crocifisso, ossia del Figlio dell'uomo condannato a morte da un tribunale del suo tempo. Nonché di provare a dimostrare nella concretezza della nostra azione politica quelle radici cristiane dell'Europa che vengono sovente richiamate.
Ancora una volta, la distanza fra la sostanza e la forma tornano a interpellare ognuno di noi, e io non posso tacere il mio profondo disagio di fronte allo stridente contrasto fra le levate di scudi crociati su questioni che meriterebbero di essere affrontate in ben altro modo ed il silenzio su questioni importanti che meriterebbero invece di vederci tutti insieme a fare avanzare la cultura della vita e del rispetto, come nella giornata internazionale di oggi che ho qui inteso ricordare.

sabato 21 novembre 2009

Registro "dat", stiamo al merito

Il confronto consiliare sull'ipotesi di registro comunale per le dichiarazioni anticipate di trattamento, arricchito anche dagli esperti chiamati da consiglieri delle diverse forze politiche, ha consentito di acquisire alcuni punti fermi.

Tutti riconoscono che il registro non inciderebbe sulla validità giuridica delle “dat”, definita dalle leggi in vigore; che il registro comunale sia una legittima possibilità, dunque né un obbligo né un abuso; che sia opportuna una legge nazionale che normi la questione alla luce della Costituzione e dei progressi della medicina.

Noi riteniamo che la legge vada costruita con un consenso ampio. I presupposti ci sarebbero, visto che tutti concordano nell'escludere da un lato l'accanimento terapeutico e dall'altro l'eutanasia, e nessuno nega che vada riconosciuto uno spazio all'autodeterminazione delle persone.

Occorre quindi un dialogo vero ed un ascolto reciproco, quello che è mancato finora nell'elaborazione in Parlamento del testo “Calabrò”. Per favorire questo dialogo, è opportuno non ideologizzare questioni di natura diversa, come appunto è il caso del registro.

Se la “dat” ha anche solo un “potenziale valore probatorio” e contiene “desideri della persona che il medico deve prendere in considerazione”, per stare al minimo comune denominatore dei pareri degli esperti, perché accendere sul registro uno scontro ideologico, stracciandosi le vesti quasi che fosse la premessa per la legalizzazione dell'eutanasia?

Certo, il registro non è una delle priorità del programma di mandato, e se si trattasse di spenderci dei milioni saremmo i primi a dire che non è il caso. Ma è chiaro che qui si parla di una spesa molto limitata che consente di dare un servizio in più a cittadini che lo ritengono importante - anche in ragione della delicatezza del momento di vita a cui si riferisce - e senza in nulla offendere coloro che non lo giudicano prioritario. Naturalmente va fatto con tutte le accortezze di natura giuridico-legale.

Se dunque stiamo al merito, non c'è ragione su questa proposta per dare spazio a crociate di qualunque segno. E noi stiamo al merito.

Marina Accorsi, Lina Delli Quadri, Amelia Frascaroli, Teresa Marzocchi, Paolo Natali, Giuseppe Paruolo, Francesca Puglisi, Luca Rizzo Nervo - consiglieri comunali PD

(pubblicato sul Resto del Carlino di oggi)

martedì 17 novembre 2009

Sussurri e randellate

Nel circo politico-mediatico se ne vedono di tutti i colori, ma se capita (come purtroppo capita) che sussurri di buonsenso destino scandalo mentre sonore randellate passano sotto silenzio come se fossero la normalità, forse un campanello d'allarme dovrebbe squillare.

Un sussurro di buon senso
Alcuni giorni fa a un giornalista che mi ha chiesto cosa pensavo circa l'ipotesi di un accordo per la costruzione del nuovo stadio ho risposto che nel caso "sono fiducioso del fatto che la giunta ci coinvolgerà prima e non dopo eventuali accordi con la proprietà del Bologna". Un sussurro di buon senso, appunto. Forse un'ovvietà. Ma allora perché tanto scalpore e poi una reazione così scomposta? Lo trovo francamente un po' preoccupante...

Una randellata degna di miglior causa
Domenica un corsivo su Bologna 7 (inserto di Avvenire) se la prende con quei consiglieri comunali cattolici che tacciono "sul biotestamento, sul crocifisso e sulla finanziaria regionale che affossa la famiglia" e poi invece "si strappano le vesti perché non sono stati coinvolti dal sindaco nel progetto del nuovo stadio". Siccome io ho espresso il mio pensiero con grande chiarezza sul biotestamento in Commissione consiliare e non vedo come la mia frase sullo stadio possa essere classificata alla voce "stracciarsi le vesti", potrei cavarmela dicendo che il corsivo non si riferisce a me. Ma siccome amo la verità più della comodità, riconosco che è rivolto anche a me.

Bologna 7 ormai si ricorda di me e di qualche collega solo per rifilarci ogni tanto una razione di olio di ricino. Naturalmente non capita mai o quasi mai che ci chieda cosa pensiamo su un argomento, o che ci consenta di rispondere ad attacchi che peraltro sono di solito incongrui, faziosi e male argomentati. Mi sono stancato, caro Andrini, di telefonarti il lunedì per chiedere di rispondere. Ormai conosco a memoria la tua cortese risposta, ossia prendere tempo per chiedere istruzioni superiori. E conosco l'esito, cioè che il venerdì mi comunichi che purtroppo lo spazio su domenica non c'è.

Quindi, caro Andrini, siccome ormai conosco la musica, non sto a disturbarti. Se ci fosse un vero interesse per conoscere il mio pensiero, sono a tua disposizione. Se ci fosse qualche tema di competenza consiliare su cui pensi che io possa rendermi utile, ti ascolto volentieri. Se invece ciò che fa problema è che sono troppo affezionato all'esercizio del mio libero arbitrio, temo che su questo non ci sia nulla da fare: dovrete sopportarmi così. Sapendo che da parte mia non manca nè il rispetto nè l'affetto sincero per te e per chi ti fornisce istruzioni superiori. Affetto e rispetto nella consapevolezza della differenza dei ruoli e degli ambiti in cui siamo chiamati ad operare. Per me non arrivo a chiedere l'affetto, però un po' di rispetto in più francamente non guasterebbe.

giovedì 29 ottobre 2009

La grande prova di un popolo che vuole andare avanti

Quasi tre milioni di votanti sono la migliore risposta ai dubbi di qualcuno sull'utilità delle primarie del PD. Ora i risultati parlano chiaro: Pierluigi Bersani è il nuovo segretario, a lui i migliori auguri di buon lavoro. Con la speranza che ci sorprenda per capacità di innovazione, promozione del merito, fedeltà all'ispirazione larga e plurale che è nel DNA del Partito Democratico. Stesso dicasi per Stefano Bonaccini in Emilia Romagna.

Noi faremo la nostra parte e vigileremo. Grazie a Dario e grazie a Mariangela del cammino fatto fin qui e per quello che ancora ci attende: c'è ancora tanto da lavorare per essere all'altezza di ciò che si aspettano dal PD i suoi elettori!

mercoledì 21 ottobre 2009

Perchè sostengo Franceschini e Bastico alle primarie

Il Partito Democratico è l'unica novità che può aggregare le persone attorno ad un progetto innovatore capace di superare i gravi danni del governo Berlusconi. Per riuscirci, il PD deve essere credibile e capace di scelte coerenti e libere.
Prima di tutto credo che Dario Franceschini abbia già dimostrato coi fatti la capacità di guidare il partito, e lo provano:
  • il risultato in netto recupero alle elezioni europee,
  • un'opposizione presente e propositiva all'attuale governo,
  • scelte coraggiose e condivise che hanno sciolto nodi a lungo irrisolti,
  • una laicità praticata con serenità e senza aggressività verso alcuno.
In secondo luogo, la proposta di Franceschini ha il merito della chiarezza su alcuni punti irrinunciabili: non si torna indietro, ma si va avanti
  • confermando la scelta di primarie aperte a tutti per eleggere il segretario,
  • non tornando ad un sistema elettorale proporzionale come ai vecchi tempi,
  • credendo nella vocazione di un PD largo e rappresentativo, capace di attirare ulteriori forze e persone nella costruzione di un progetto per il futuro.
Terzo ed ultimo, Dario Franceschini è impegnato per un serio rinnovamento della classe dirigente del PD e la promozione del merito. Non è un caso che abbia il sostegno di persone come Debora Serracchiani, Rita Borsellino, David Sassoli che insieme ad altri hanno dato vita alla lista “Semplicemente Democratici” (in cui anch'io sono candidato).
Con Mariangela Bastico
Per la segreteria regionale, con Mariangela Bastico abbiamo la possibilità di eleggere alla segreteria regionale una donna di grande capacità, stimata ed apprezzata in tutti i ruoli che ha ricoperto: sindaco di Modena, assessore regionale alla scuola e sottosegretario del governo Prodi nello stesso settore. Lei saprà dare una svolta di innovazione e fiducia al Partito Democratico dell'Emilia-Romagna: ce n'è bisogno più di quanto non si creda!

domenica 27 settembre 2009

Gioie e dolori nei congressi di circolo

Se pensiamo che questa prima fase congressuale interna al PD è finalizzata a selezionare i tre candidati che si sfideranno alle primarie del 25 ottobre, e che i candidati in campo sono tre, l'interesse per i congressi dei circoli non era scontato.

Al di là del posizionamento dei candidati in questa specie di girone di qualificazione, l'unico elemento di potenziale suspance era il raggiungimento del 5% da parte di Ignazio Marino. Non a caso i suoi rappresentanti si rivolgono agli iscritti orientati a votare Bersani o Franceschini invitandoli a votare Marino per concedergli il diritto di tribuna alle primarie, riservando il voto per il candidato preferito per quando vale davvero, ossia il 25 ottobre. E comunque è ormai chiaro che Marino supererà la soglia minima.

Ma oltre ai voti, pur importanti, i congressi dei circoli stanno fornendo indicazioni significative ed elementi di riflessione che non dovremmo lasciare cadere. Sono stato presentatore della mozione Franceschini in tre congressi di circolo finora e vorrei socializzare alcune impressioni.

Tanti iscritti sono venuti a sentire e a partecipare al dibattito: c'è voglia di discutere, ed è evidente che finora le occasioni sono un po' mancate. Quindi bene feste e stand gastronomici, ma occorre più discussione politica vera, a partire dai circoli (per arrivare poi agli organismi dirigenti, cui non farebbe male un dibattito più vivo).

E' bello vedere il rimescolamento di coloro che provengono da DS e Margherita (nonché di coloro che sono approdati direttamente al PD) sulle diverse mozioni. Un rimescolamento che c'è fra i presentatori di mozione, dando luogo a situazioni spesso inedite ed interessanti, e c'è in molti casi fra gli iscritti e nel dibattito.

Quando sento le persone parlare con libertà, per qualunque mozione si stiano orientando, ho davvero la sensazione che piano piano il PD lo stiamo costruendo. Quando moglie e marito, madre e figlia, amici di lunga data votano per candidati diversi e lo dicono, e nonostante tutto si capisce che questo non sarà un ostacolo nei loro rapporti futuri; quando senti motivare in modo originale il proprio orientamento di voto, e capisci che c'è un pensiero personale nella scelta: che bello quel PD!

A volte invece capiti in un luogo dove si percepisce a pelle che c'è un solo candidato "giusto" e gli altri sono rispettabilissimi ma "sbagliati". Leggi la lista dei delegati per un candidato e ci vedi dentro sindaco, assessori, segretario del circolo, ex sindaco, ex vicesindaco, e a quel punto chiedi se c'è qualcuno politicamente attivo in quel luogo che si è orientato su un candidato diverso e ti senti rispondere che no, a parte qualche semplice iscritto sono tutti convintamente e genuinamente orientati su un solo candidato. Ora, la statistica ci dice che non è impossibile che sia naturalmente così, ma soltanto molto improbabile. L'ho fatto notare a uno dei maggiorenti locali e lui mi ha risposto che in altri luoghi capita lo stesso a favore del candidato che sostengo io. Bene, se davvero così fosse il mio giudizio non cambierebbe: in quei posti c'è bisogno di più PD. Abbiamo ancora molta strada da fare.