Quasi tre milioni di votanti sono la migliore risposta ai dubbi di qualcuno sull'utilità delle primarie del PD. Ora i risultati parlano chiaro: Pierluigi Bersani è il nuovo segretario, a lui i migliori auguri di buon lavoro. Con la speranza che ci sorprenda per capacità di innovazione, promozione del merito, fedeltà all'ispirazione larga e plurale che è nel DNA del Partito Democratico. Stesso dicasi per Stefano Bonaccini in Emilia Romagna.
Noi faremo la nostra parte e vigileremo. Grazie a Dario e grazie a Mariangela del cammino fatto fin qui e per quello che ancora ci attende: c'è ancora tanto da lavorare per essere all'altezza di ciò che si aspettano dal PD i suoi elettori!
giovedì 29 ottobre 2009
mercoledì 21 ottobre 2009
Perchè sostengo Franceschini e Bastico alle primarie
Il Partito Democratico è l'unica novità che può aggregare le persone attorno ad un progetto innovatore capace di superare i gravi danni del governo Berlusconi. Per riuscirci, il PD deve essere credibile e capace di scelte coerenti e libere.

Prima di tutto credo che Dario Franceschini abbia già dimostrato coi fatti la capacità di guidare il partito, e lo provano:
- il risultato in netto recupero alle elezioni europee,
- un'opposizione presente e propositiva all'attuale governo,
- scelte coraggiose e condivise che hanno sciolto nodi a lungo irrisolti,
- una laicità praticata con serenità e senza aggressività verso alcuno.
In secondo luogo, la proposta di Franceschini ha il merito della chiarezza su alcuni punti irrinunciabili: non si torna indietro, ma si va avanti
- confermando la scelta di primarie aperte a tutti per eleggere il segretario,
- non tornando ad un sistema elettorale proporzionale come ai vecchi tempi,
- credendo nella vocazione di un PD largo e rappresentativo, capace di attirare ulteriori forze e persone nella costruzione di un progetto per il futuro.
Terzo ed ultimo, Dario Franceschini è impegnato per un serio rinnovamento della classe dirigente del PD e la promozione del merito. Non è un caso che abbia il sostegno di persone come Debora Serracchiani, Rita Borsellino, David Sassoli che insieme ad altri hanno dato vita alla lista “Semplicemente Democratici” (in cui anch'io sono candidato).
Per la segreteria regionale, con Mariangela Bastico abbiamo la possibilità di eleggere alla segreteria regionale una donna di grande capacità, stimata ed apprezzata in tutti i ruoli che ha ricoperto: sindaco di Modena, assessore regionale alla scuola e sottosegretario del governo Prodi nello stesso settore. Lei saprà dare una svolta di innovazione e fiducia al Partito Democratico dell'Emilia-Romagna: ce n'è bisogno più di quanto non si creda!
domenica 27 settembre 2009
Gioie e dolori nei congressi di circolo
Se pensiamo che questa prima fase congressuale interna al PD è finalizzata a selezionare i tre candidati che si sfideranno alle primarie del 25 ottobre, e che i candidati in campo sono tre, l'interesse per i congressi dei circoli non era scontato.
Al di là del posizionamento dei candidati in questa specie di girone di qualificazione, l'unico elemento di potenziale suspance era il raggiungimento del 5% da parte di Ignazio Marino. Non a caso i suoi rappresentanti si rivolgono agli iscritti orientati a votare Bersani o Franceschini invitandoli a votare Marino per concedergli il diritto di tribuna alle primarie, riservando il voto per il candidato preferito per quando vale davvero, ossia il 25 ottobre. E comunque è ormai chiaro che Marino supererà la soglia minima.
Ma oltre ai voti, pur importanti, i congressi dei circoli stanno fornendo indicazioni significative ed elementi di riflessione che non dovremmo lasciare cadere. Sono stato presentatore della mozione Franceschini in tre congressi di circolo finora e vorrei socializzare alcune impressioni.
Tanti iscritti sono venuti a sentire e a partecipare al dibattito: c'è voglia di discutere, ed è evidente che finora le occasioni sono un po' mancate. Quindi bene feste e stand gastronomici, ma occorre più discussione politica vera, a partire dai circoli (per arrivare poi agli organismi dirigenti, cui non farebbe male un dibattito più vivo).
E' bello vedere il rimescolamento di coloro che provengono da DS e Margherita (nonché di coloro che sono approdati direttamente al PD) sulle diverse mozioni. Un rimescolamento che c'è fra i presentatori di mozione, dando luogo a situazioni spesso inedite ed interessanti, e c'è in molti casi fra gli iscritti e nel dibattito.
Quando sento le persone parlare con libertà, per qualunque mozione si stiano orientando, ho davvero la sensazione che piano piano il PD lo stiamo costruendo. Quando moglie e marito, madre e figlia, amici di lunga data votano per candidati diversi e lo dicono, e nonostante tutto si capisce che questo non sarà un ostacolo nei loro rapporti futuri; quando senti motivare in modo originale il proprio orientamento di voto, e capisci che c'è un pensiero personale nella scelta: che bello quel PD!
A volte invece capiti in un luogo dove si percepisce a pelle che c'è un solo candidato "giusto" e gli altri sono rispettabilissimi ma "sbagliati". Leggi la lista dei delegati per un candidato e ci vedi dentro sindaco, assessori, segretario del circolo, ex sindaco, ex vicesindaco, e a quel punto chiedi se c'è qualcuno politicamente attivo in quel luogo che si è orientato su un candidato diverso e ti senti rispondere che no, a parte qualche semplice iscritto sono tutti convintamente e genuinamente orientati su un solo candidato. Ora, la statistica ci dice che non è impossibile che sia naturalmente così, ma soltanto molto improbabile. L'ho fatto notare a uno dei maggiorenti locali e lui mi ha risposto che in altri luoghi capita lo stesso a favore del candidato che sostengo io. Bene, se davvero così fosse il mio giudizio non cambierebbe: in quei posti c'è bisogno di più PD. Abbiamo ancora molta strada da fare.
Al di là del posizionamento dei candidati in questa specie di girone di qualificazione, l'unico elemento di potenziale suspance era il raggiungimento del 5% da parte di Ignazio Marino. Non a caso i suoi rappresentanti si rivolgono agli iscritti orientati a votare Bersani o Franceschini invitandoli a votare Marino per concedergli il diritto di tribuna alle primarie, riservando il voto per il candidato preferito per quando vale davvero, ossia il 25 ottobre. E comunque è ormai chiaro che Marino supererà la soglia minima.
Ma oltre ai voti, pur importanti, i congressi dei circoli stanno fornendo indicazioni significative ed elementi di riflessione che non dovremmo lasciare cadere. Sono stato presentatore della mozione Franceschini in tre congressi di circolo finora e vorrei socializzare alcune impressioni.
Tanti iscritti sono venuti a sentire e a partecipare al dibattito: c'è voglia di discutere, ed è evidente che finora le occasioni sono un po' mancate. Quindi bene feste e stand gastronomici, ma occorre più discussione politica vera, a partire dai circoli (per arrivare poi agli organismi dirigenti, cui non farebbe male un dibattito più vivo).
E' bello vedere il rimescolamento di coloro che provengono da DS e Margherita (nonché di coloro che sono approdati direttamente al PD) sulle diverse mozioni. Un rimescolamento che c'è fra i presentatori di mozione, dando luogo a situazioni spesso inedite ed interessanti, e c'è in molti casi fra gli iscritti e nel dibattito.
Quando sento le persone parlare con libertà, per qualunque mozione si stiano orientando, ho davvero la sensazione che piano piano il PD lo stiamo costruendo. Quando moglie e marito, madre e figlia, amici di lunga data votano per candidati diversi e lo dicono, e nonostante tutto si capisce che questo non sarà un ostacolo nei loro rapporti futuri; quando senti motivare in modo originale il proprio orientamento di voto, e capisci che c'è un pensiero personale nella scelta: che bello quel PD!
A volte invece capiti in un luogo dove si percepisce a pelle che c'è un solo candidato "giusto" e gli altri sono rispettabilissimi ma "sbagliati". Leggi la lista dei delegati per un candidato e ci vedi dentro sindaco, assessori, segretario del circolo, ex sindaco, ex vicesindaco, e a quel punto chiedi se c'è qualcuno politicamente attivo in quel luogo che si è orientato su un candidato diverso e ti senti rispondere che no, a parte qualche semplice iscritto sono tutti convintamente e genuinamente orientati su un solo candidato. Ora, la statistica ci dice che non è impossibile che sia naturalmente così, ma soltanto molto improbabile. L'ho fatto notare a uno dei maggiorenti locali e lui mi ha risposto che in altri luoghi capita lo stesso a favore del candidato che sostengo io. Bene, se davvero così fosse il mio giudizio non cambierebbe: in quei posti c'è bisogno di più PD. Abbiamo ancora molta strada da fare.
venerdì 18 settembre 2009
Trebbo di Reno!
Ieri sera ho avuto il privilegio di presentare la mozione Franceschini al primo congresso di circolo nella provincia di Bologna, a Trebbo di Reno, frazione di Castel Maggiore.
Ho davvero apprezzato il clima sereno del confronto ed il rispetto reciproco, la consapevolezza che ogni candidatura può dare un contributo importante al PD, il fatto che tante persone fossero venute per ascoltare e discutere e non solo per votare, la mescolanza di generi e di generazioni, il respiro di una storia che ci vedeva parlare di futuro in una sala sui cui scaffali resistevano alcuni interessanti reperti storici (come potete vedere dalle foto, non ho resistito alla tentazione di immortalarli).
In particolare mi è piaciuto tantissimo vedere persone della stessa famiglia dire con grande serenità che votavano per candidati diversi, a testimoniare che il congresso e le primarie devono essere davvero una scelta libera in cui ognuno mette in campo la propria capacità di giudizio nella consapevolezza che saremo comunque insieme a costruire il futuro di questo partito e del nostro paese.
E naturalmente non posso che essere contento del fatto che in tanti abbiano giudicato col proprio voto le proposte di Dario Franceschini e Mariangela Bastico come le migliori per portare avanti il progetto del PD in Italia e in Emilia-Romagna...
Ho davvero apprezzato il clima sereno del confronto ed il rispetto reciproco, la consapevolezza che ogni candidatura può dare un contributo importante al PD, il fatto che tante persone fossero venute per ascoltare e discutere e non solo per votare, la mescolanza di generi e di generazioni, il respiro di una storia che ci vedeva parlare di futuro in una sala sui cui scaffali resistevano alcuni interessanti reperti storici (come potete vedere dalle foto, non ho resistito alla tentazione di immortalarli).
In particolare mi è piaciuto tantissimo vedere persone della stessa famiglia dire con grande serenità che votavano per candidati diversi, a testimoniare che il congresso e le primarie devono essere davvero una scelta libera in cui ognuno mette in campo la propria capacità di giudizio nella consapevolezza che saremo comunque insieme a costruire il futuro di questo partito e del nostro paese.E naturalmente non posso che essere contento del fatto che in tanti abbiano giudicato col proprio voto le proposte di Dario Franceschini e Mariangela Bastico come le migliori per portare avanti il progetto del PD in Italia e in Emilia-Romagna...
lunedì 3 agosto 2009
La glasnost e la perestrojka di Franceschini
Venuto alla luce dopo oltre un decennio di incubazione, il Partito Democratico è ora di fronte per la prima volta ad un congresso dall'esito non scontato. Speriamo sia l'occasione per dare risposte convincenti su alcune domande aperte ormai da troppo tempo, ricordandoci che oltre che il congresso è il futuro stesso del PD a non essere scontato.
La prima risposta non retorica che occorre è sul senso del progetto: crediamo ancora ad un partito che abbatta antichi steccati, superi vecchie appartenenze, non solo politiche ma anche culturali, per dare vita ad una sintesi nuova e capace di interpretare le sfide del futuro non solo nell'ottica della riproposizione degli schemi del passato?
La prima risposta non retorica che occorre è sul senso del progetto: crediamo ancora ad un partito che abbatta antichi steccati, superi vecchie appartenenze, non solo politiche ma anche culturali, per dare vita ad una sintesi nuova e capace di interpretare le sfide del futuro non solo nell'ottica della riproposizione degli schemi del passato?
Attenzione, perchè se ci si ferma alla pura declamazione, la coesistenza di un progetto teorico con l'assenza di un nuovo pensiero comune ed il conseguente richiamo alle vecchie identità rischia di aprire la porta a forme ibride di futurismo nostalgico: un ossimoro politico che funziona solo rispolverando un approccio più proporzionale in cui ognuno torni ad accarezzare la propria specifica identità politica per poi cercare le sintesi solo sul terreno della condivisione del potere e delle alleanze: e in ogni caso durerebbe poco.
Il secondo nodo riguarda il rapporto fra il partito e la società, ed è simboleggiato dal tema delle primarie. Ha senso fare primarie in cui si chiede agli elettori di pronunciarsi sulle scelte importanti (come la guida del partito ma non solo) o si tratta di un'intrusione indebita negli affari interni di un'associazione privata che quindi deve affidare le sue scelte solo al corpo degli iscritti?
Le primarie sono un simbolo perchè qui in realtà si incrociano temi diversi. C'è di mezzo la polemica un po' surreale fra partito radicato e partito liquido, ossia fra il ricordo di un passato da tempo scomparso e un'idea per il futuro che non ha mai preso corpo. C'è un bisogno anche inconscio di "mettere ordine" fra noi per fronteggiare un Berlusconi che sovrasta le divisioni nel suo campo dando l'illusione di un pensiero coerente, e quindi si cerca di stringere i ranghi perchè in mezzo agli iscritti ci si riconosce con più facilità.
In questo senso purtroppo non c'è da stupirsi se ogni tanto qualcuno pensa di risolvere i problemi del PD invitando qualcun altro ad andarsene oppure se nella pratica riaffiorano prepotenti nostalgie del centralismo democratico, come la storia recente del PD bolognese ampiamente dimostra. C'è infine un atteggiamento di fondo che condiziona la scelta, circa la presunzione di essere migliori della società che ci candidiamo a rappresentare. Tema che ci porta alla terza decisiva questione.
Domanda: il PD rappresenta già il rinnovamento della politica che dobbiamo solo preoccuparci di fare conoscere meglio al Paese perchè gli elettori lo riconoscano col voto, o dobbiamo partire dalla consapevolezza che l'idea di fondo di cui il PD è portatore è ben più avanti della nostra concreta attuale capacità di inverarla in modo pienamente credibile?
Domanda: il PD rappresenta già il rinnovamento della politica che dobbiamo solo preoccuparci di fare conoscere meglio al Paese perchè gli elettori lo riconoscano col voto, o dobbiamo partire dalla consapevolezza che l'idea di fondo di cui il PD è portatore è ben più avanti della nostra concreta attuale capacità di inverarla in modo pienamente credibile?
In questa politica di superuomini, credo che sia fondamentale inoculare un po' di sana modestia. E se di ciò siamo consapevoli, dobbiamo allora chiederci con quali metodi possiamo fare spazio ad un "nuovo" che possa contribuire a comporre quel mix di visione, merito, competenza ed onestà che ci occorre, senza avere come uniche alternative il ritorno all'antico o un nuovismo vuoto e solo di facciata.
Quando ho visto il modo con cui si è candidato Dario Franceschini, facendo comprensibilmente innervosire molti dei maggiorenti del partito, ho avuto la sensazione che avesse colto che questi nodi sono fondamentali e da sciogliere con coraggio. Parlandone con lui a voce, questa mia speranza si è rafforzata e si è tramutata in un sostegno aperto. La buona candidatura di Mariangela Bastico in Emilia Romagna mi pare già una prima conferma.
Quando ho visto il modo con cui si è candidato Dario Franceschini, facendo comprensibilmente innervosire molti dei maggiorenti del partito, ho avuto la sensazione che avesse colto che questi nodi sono fondamentali e da sciogliere con coraggio. Parlandone con lui a voce, questa mia speranza si è rafforzata e si è tramutata in un sostegno aperto. La buona candidatura di Mariangela Bastico in Emilia Romagna mi pare già una prima conferma.
E' vero, come ci ricorda saggiamente Arturo Parisi, che di base c'è il rischio che "il chi preceda di troppo il perchè", ma qui non sono in discussione dettagli ma il senso profondo del nostro progetto, e sono questioni ineludibili. Se Franceschini avesse voluto eluderle, poteva fare scelte diverse, ma non le ha fatte: e nella situazione attuale se Franceschini accettasse di eluderle si condannerebbe ad una sicura sconfitta.
Certo, è vero che Franceschini è uno della classe dirigente che lui stesso propone di innovare radicalmente, ed ha avuto una responsabilità di primo piano nel PD di questi primi due anni, come i suoi competitori non mancheranno di ricordargli in questi mesi congressuali.
Certo, è vero che Franceschini è uno della classe dirigente che lui stesso propone di innovare radicalmente, ed ha avuto una responsabilità di primo piano nel PD di questi primi due anni, come i suoi competitori non mancheranno di ricordargli in questi mesi congressuali.
Dunque, per cambiare completamente gioco possiamo fidarci di uno che si è sempre allenato secondo gli schemi che ora si propone di superare? Solo i fatti sapranno darci una risposta piena, ma voglio ricordare come alcune delle riforme più importanti che ci sono state consegnate dalla storia non sono state promosse da outsider arrivati per caso ma da persone che una volta assurti alla massima responsabilità hanno dimostrato di non essere uguali a tutti quelli che li avevano preceduti.
Per questo spero davvero che Franceschini si riveli come il Gorbaciov del Partito Democratico. Perchè al PD serve molta molta glasnost ed anche una seria e robusta perestrojka!
martedì 21 luglio 2009
Pensieri, parole, opere e omissioni
Ieri il gruppo consiliare del PD si è riunito per decidere sulle presidenze delle commissioni consiliari. Il capogruppo ha portato una proposta già confezionata su 5 nomi, e il mio non c'era. Prudenza suggerirebbe, in questi casi, di dire che la cosa non mi interessava e passare oltre in scioltezza. Io però non ho intenzione di arruolarmi nella già folta schiera degli ipocriti e fare finta di non vedere l'evidente problema politico che la questione sottende. Dirlo ieri non è servito a cambiare la decisione, ma è stata comunque una discussione lunga e interessante.
Si era partiti nei giorni scorsi enunciando criteri oggettivi come la competenza e la conoscenza della macchina amministrativa: in base a questi parametri chi poteva essere più qualificato del vicesindaco uscente riconfermato dalle urne come consigliere? Non solo invece il mio nome è stato escluso, ma mi si è negato di conoscere quali sono le motivazioni di quella che appare come una evidente pregiudiziale sul mio nome.
Che senso ha che il partito mi abbia chiesto di candidarmi in virtù "dell'ottimo giudizio sul lavoro svolto" (parole di De Maria, aprile 2009), e poi oggi non ritenga di dare un minimo segno di continuità amministrativa anche solo a livello di commissione? Su questa domanda diversi consiglieri hanno concordato come sia schizofrenico da parte del PD bolognese aver detto fino a ieri che la giunta Cofferati era perfetta e oggi fare finta che non sia mai esistita: ma, hanno aggiunto, il problema non possiamo risolverlo noi. Anche perchè, guarda il caso, mancavano all'incontro sia il sindaco che il segretario.
Avevo già chiarito al capogruppo, che in modo ineffabile mi aveva spiegato come per una figura del mio calibro la presidenza di una commissione fosse ben poca cosa, che non ho problemi di ruolo, aspettative da soddisfare o delusioni da compensare. La mia preoccupazione è per la perdita di credibilità che questi metodi causano fra gli elettori.
Penso allo smarrimento di chi nei settori in cui ho operato negli ultimi cinque anni è andato a votare per Delbono convinto così di promuovere una continuità nei riferimenti politici che riteneva opportuna.
Penso ai complessi equilibrismi per quote che servono a giustificare a posteriori decisioni prese per ben altri motivi e a tenere nell'ombra gli autorevoli sponsor romani e bolognesi che si sono mossi. Se poi qualcuno osa dire parole di verità lo si può sempre rimproverare con un richiamo al senso di responsabilità.
Penso alla credibilità delle parole che si spendono, perchè c'è comunque in città chi sa leggere oltre i curriculum diffusi dagli uffici stampa e valutare la reale corrispondenza delle scelte fatte rispetto ai criteri enunciati.
Continuiamo pure così...
Si era partiti nei giorni scorsi enunciando criteri oggettivi come la competenza e la conoscenza della macchina amministrativa: in base a questi parametri chi poteva essere più qualificato del vicesindaco uscente riconfermato dalle urne come consigliere? Non solo invece il mio nome è stato escluso, ma mi si è negato di conoscere quali sono le motivazioni di quella che appare come una evidente pregiudiziale sul mio nome.
Che senso ha che il partito mi abbia chiesto di candidarmi in virtù "dell'ottimo giudizio sul lavoro svolto" (parole di De Maria, aprile 2009), e poi oggi non ritenga di dare un minimo segno di continuità amministrativa anche solo a livello di commissione? Su questa domanda diversi consiglieri hanno concordato come sia schizofrenico da parte del PD bolognese aver detto fino a ieri che la giunta Cofferati era perfetta e oggi fare finta che non sia mai esistita: ma, hanno aggiunto, il problema non possiamo risolverlo noi. Anche perchè, guarda il caso, mancavano all'incontro sia il sindaco che il segretario.
Avevo già chiarito al capogruppo, che in modo ineffabile mi aveva spiegato come per una figura del mio calibro la presidenza di una commissione fosse ben poca cosa, che non ho problemi di ruolo, aspettative da soddisfare o delusioni da compensare. La mia preoccupazione è per la perdita di credibilità che questi metodi causano fra gli elettori.
Penso allo smarrimento di chi nei settori in cui ho operato negli ultimi cinque anni è andato a votare per Delbono convinto così di promuovere una continuità nei riferimenti politici che riteneva opportuna.
Penso ai complessi equilibrismi per quote che servono a giustificare a posteriori decisioni prese per ben altri motivi e a tenere nell'ombra gli autorevoli sponsor romani e bolognesi che si sono mossi. Se poi qualcuno osa dire parole di verità lo si può sempre rimproverare con un richiamo al senso di responsabilità.
Penso alla credibilità delle parole che si spendono, perchè c'è comunque in città chi sa leggere oltre i curriculum diffusi dagli uffici stampa e valutare la reale corrispondenza delle scelte fatte rispetto ai criteri enunciati.
Continuiamo pure così...
lunedì 6 luglio 2009
Varata la nuova Giunta
Il Sindaco ha annunciato la nuova Giunta Comunale: alla Giunta e al Sindaco i miei migliori auguri di buon lavoro per il bene di Bologna.
Molte persone, non solo fra coloro che mi hanno sostenuto in campagna elettorale, stupiti per la mia mancata conferma nella squadra di Giunta, si dicono dispiaciute e mi chiedono spiegazioni.
Naturalmente per parte mia posso solo confermare che intendo proseguire nel mio impegno per il bene della comunità e per cercare di cambiare in meglio la politica.
Per aggiungere qualcosa in più, pubblico il testo di una mail che mi è giunta dalla presidente di una associazione che opera in ambito sanitario, e la mia risposta.
Mail ricevuta il 3 luglio 2009
Non puoi immaginare la delusione che ho provato nell'apprendere la composizione della giunta. Forse c'era da aspettarselo? Abbiamo perduto una persona che sapeva ascoltare e rispondere con sincerità e gentilezza alle nostre richieste.
Speriamo di poterci vedere anche in altro ambiente al di fuori della politica. Le persone come te non vengono apprezzate e la nostra amarezza aumenta sempre più. Quale riferimento possono avere i giovani? Ti confesso che questo esito mi convince sempre più che gli onesti non possono fare politica.
Con affetto e riconoscenza
La mia risposta
Carissima, anzitutto grazie per il tuo apprezzamento e per le tue parole.
Infatti la mia amarezza non è solo per me: ho un buon lavoro, in Consiglio Comunale continuerò ad occuparmi di ciò che mi sta a cuore e non mi dispiacerà avere un po' più di tempo per la famiglia e per gli interessi e gli svaghi che in questi anni ho dovuto trascurare.
La mia amarezza è soprattutto per te, per voi, per tutto il mondo che ho conosciuto, apprezzato e con cui ho lavorato bene in questi anni. Un mondo che - le tue parole e quelle di tanti altri che mi hanno chiamato in questi giorni lo testimoniano - semplicemente non capisce quale sia il criterio con cui si affidano le responsabilità. O meglio, coglie che il merito di chi ha lavorato bene e le aspettative dei cittadini hanno un peso decisamente inferiore ad altre logiche tutte interne al mondo politico, che anche per questo sentono sempre più distante e incapace di dare risposte credibili alle loro esigenze.
Tutto questo, però, non fa che rafforzare le ragioni del mio impegno per cambiare le cose.
In ogni caso non perdiamoci di vista.
Un caro saluto
Molte persone, non solo fra coloro che mi hanno sostenuto in campagna elettorale, stupiti per la mia mancata conferma nella squadra di Giunta, si dicono dispiaciute e mi chiedono spiegazioni.
Naturalmente per parte mia posso solo confermare che intendo proseguire nel mio impegno per il bene della comunità e per cercare di cambiare in meglio la politica.
Per aggiungere qualcosa in più, pubblico il testo di una mail che mi è giunta dalla presidente di una associazione che opera in ambito sanitario, e la mia risposta.
Mail ricevuta il 3 luglio 2009
Non puoi immaginare la delusione che ho provato nell'apprendere la composizione della giunta. Forse c'era da aspettarselo? Abbiamo perduto una persona che sapeva ascoltare e rispondere con sincerità e gentilezza alle nostre richieste.
Speriamo di poterci vedere anche in altro ambiente al di fuori della politica. Le persone come te non vengono apprezzate e la nostra amarezza aumenta sempre più. Quale riferimento possono avere i giovani? Ti confesso che questo esito mi convince sempre più che gli onesti non possono fare politica.
Con affetto e riconoscenza
La mia risposta
Carissima, anzitutto grazie per il tuo apprezzamento e per le tue parole.
Infatti la mia amarezza non è solo per me: ho un buon lavoro, in Consiglio Comunale continuerò ad occuparmi di ciò che mi sta a cuore e non mi dispiacerà avere un po' più di tempo per la famiglia e per gli interessi e gli svaghi che in questi anni ho dovuto trascurare.
La mia amarezza è soprattutto per te, per voi, per tutto il mondo che ho conosciuto, apprezzato e con cui ho lavorato bene in questi anni. Un mondo che - le tue parole e quelle di tanti altri che mi hanno chiamato in questi giorni lo testimoniano - semplicemente non capisce quale sia il criterio con cui si affidano le responsabilità. O meglio, coglie che il merito di chi ha lavorato bene e le aspettative dei cittadini hanno un peso decisamente inferiore ad altre logiche tutte interne al mondo politico, che anche per questo sentono sempre più distante e incapace di dare risposte credibili alle loro esigenze.
Tutto questo, però, non fa che rafforzare le ragioni del mio impegno per cambiare le cose.
In ogni caso non perdiamoci di vista.
Un caro saluto
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